Il Sacrificio (Monumento a Vittorio Emanuele II) – Leonardo Bistolfi

Pubblicato da Cristina Beltrami il 13 luglio 2006 in Monumenti

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Leonardo Bistolfi
1908-1911
marmo
Monumento a Vittorio Emanuele II – Il Vittoriano, Roma

Il 14 novembre del 1906 Bistolfi entra a far parte della Commissione Reale per il Monumento a Vittorio Emanuele II a Roma per cui lo scultore ha l’incarico di realizzare la figura allegorica del Sacrificio. Il modello in gesso – oggi conservato presso la Gipsoteca “L.Bistolfi” di Casale Monferrato – fu terminato “dopo una terribile fatica di molti mesi”. In seguito il Sacrifico venne tradotto nel marmo presso lo studio Niccoli di Carrara e inaugurato a Roma nel giugno del 1911. Il gruppo è composto da quattro figure impegnate in un vorticoso movimento verticale e, se non si può considerare il capolavoro dell’artista, sicuramente è una delle più indovinate soluzioni decorative del Vittoriano. Suscitò continui dibattiti, ma fin da subito apparve chiaro il rimando michelangiolesco riletto – aggiungiamo noi oggi – anche attraverso l’opera di Rodin. Scrive infatti F. Rizzi nel maggio del 1913, “l’eroe sollevato dalla folla al bacio della libertà. Sviluppo michelangiolesco di membra, tensione di muscoli, armonia di linee [...] dall’alto la gigantesca figura femminile della Libertà vola al bacio dell’eroe e par miracolo la leggerezza del volo impressa a quel masso enorme di marmo”.

Bibliografia: S. Berresford, 1984, p.109 e successive pubblicazioni sul Monumento a Vittorio Emanuele II.

On November 14th, 1906 Bistolfi enters in the Real Commission for the Monument to Vittorio Emanuele II in Rome, for which the sculptor was in charge of realizing the allegorical figure of the Sacrifice. The chalk model – that is conserved today at the Gipsoteca “L.Bistolfi” in Casale Monferrato – was finished “after a terrible hard work of many months”. Later, the Sacrifice was made in the marble by the Studio Niccoli of Carrara and it was inaugurated in Rome in june, 1911.
The group is composed by four figures engaged in a whirling vertical movement and, if it cannot be considered the main masterpiece of the artist, it is for sure one of the most inspired decorative solutions of the Vittoriano monument. It provoked several debates, but also then the reference to Michelangelo was clear and – we add this today – also revised through the work of Rodin. F. Rizzi in fact writes in May 1913, “the hero raised from the crowd by the kiss of freedom. The “Michelangiolesque” development of the limbs, muscle tension, harmony of lines [...] from above the gigantic feminine figure of the Freedom flies to the kiss of the hero, and the lightness of the fly on that marble stone seems to be a miracle”.

Bibliography: S. Berresford, 1984, p.109 and ss on the Monument to Vittorio Emanuele II.

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